“La Sagra elimina i confini geografici avvicinando i popoli, un incontro mirato a rafforzare ed a far crescere i valori di pace e fratellanza e di libertà etnica e culturale che sono alla base di ogni società civile: questo vuole essere il significato di una così splendida manifestazione ed anche il motivo per cui la Sagra del Mandorlo in Fiore è destinata ad essere un appuntamento annuale che sopravviverà negli anni a venire”, questa frase è stata presa dal sito ufficiale del Mandorlo in Fiore.
Ciò che colpisce non sono le motivazioni di pace, fratellanza libertà etnica e culturale che motivano lo svolgimento della Sagra, ma la certezza dichiarata che la stessa “sopravviverà negli anni a venire”.
Quello che moltissimi agrigentini si chiedono, ed il Movimento si fa portavoce di questo, è come si può affermare con certezza lo svolgimento della Sagra se ogni anno si arriva all’immediata vigilia dello svolgimento ed ancora non si è stabilita con certezza la data, i gruppi partecipanti ed a chi affidare l’organizzazione.
Appare opportuno ricordare a dimostrazione di quanto affermato che le date della Sagra del Mandorlo in Fiore del 2010 sono state ufficializzate, nel sito ufficiale, il 22 Dicembre del 2009 ed il programma è stato reso pubblico solo pochi giorni prima dell’inizio della Sagra stessa.
Dopo questa doverosa premessa è d’obbligo chiedersi: “perché ogni anno occorre adoperarsi alla realizzazione con molta inventiva ed improvvisazione con tutti i danni di immagine ed efficienza ed efficacia dei servizi consequenziali?”
Assistiamo molto spesso a feroci polemiche per le mancate realizzazioni di strutture e servizi vitali per l’intera provincia (aeroporto, strade, infrastrutture in genere ecc). Di tutto ciò si dà colpa ai vari rappresentanti politici sia a livello regionale che nazionale. Con questo utile scarica barile si possono nascondere le inadempienze e le responsabilità lasciando la popolazione nella speranza e nel costante bisogno.
Ma l’organizzazione della Sagra dipende dal Comune di Agrigento, dalla Provincia Regionale di Agrigento e dalla Regione Sicilia che interviene esclusivamente con l’erogazione di un contributo ad hoc.
Poiché l’individuazione degli Enti responsabili della realizzazione dell’evento è elementare, perchè sin da oggi non si dà un segnale forte di efficienza e di corretta programmazione con la messa in cantiere della nuova Sagra del 2011?
Basterebbe, semplicemente, creare un Ente Sagra autonomo preposto esclusivamente alla ideazione e realizzazione annuale della Sagra.
Inoltre, per evitare le improvvisazioni ed i malumori di ogni anno, occorrerebbe affidare la gestione del suddetto Ente a gente estremamente qualificata e che ha già dimostrato le proprie capacità organizzative e la propria competenza artistica.
A tale scopo il Movimento Cristiano Liberale Laico propone di incaricare della creazione e della gestione dell’ente Sagra due personalità emerite del mondo dello spettacolo: Michele Guardì e Gianfranco Iannuzzo.
Entrambi hanno una esperienza nel campo artistico e possiedono le conoscenze utili per ben muoversi nel campo dello spettacolo.
Se il Comune di Agrigento e la Provincia Regionale di Agrigento riusciranno nell’impresa di creare l’Ente Sagra, non vi sarà più dipendenza ed improvvisazione e si potrà rilanciare concretamente e l’immagine di Agrigento e della manifestazione artistica più conosciuta ed importante.
Tutto ciò si tradurrà in un nuovo evento culturale e turistico con notevoli risultati nell’economia agrigentina.
Vedremo se la realizzazione dell’Ente Sagra sarà un fatto concreto o rimarrà un semplice desiderio nell’animo di chi vuole il bene ed il progresso della propria città.
Qualora non si avrà la capacità realizzativa si chiede agli Enti preposti di astenersi, nel Gennaio del 2011, di sciorinare all’esterno il solito coro di lamentele e piagnistei finalizzato alla creazione di alibi e necessario per creare la solita Sagra improvvisata ed arruffona.


Se la sagra deve essere fatta come è stata fatta questo anno meglio che non la facciano. Non riuscivo a vedere neanche che gruppi erano perchè mancavano i cartelloni e il programma è stato stilato 1 settimana prima.
A me la Sagra è piaciuta, in se è bella. Sono chi la organizza che non va e andrebbe presa a sculacciate nel vero senso della parola, non si può far diventare una Festa mondilae in una sagra paesana anche se era nata cosi
Un altro Ente??? Sarebbe solo un ulteriore motivo di clientele.
Da liberali dovreste proporre di affidare l’organizzazione ad un privato, o aggregazione di privati, che sappia ottimizzare le spese, e trovare quei canali di finanziamento che garantiscano un successo della manifestazione, penso agli operatori turistici ed alberghieri.
Il nuovo Ente, così come da proposta, non si andrebbe ad aggiungere ad altre strutture ma dovrebbe essere una struttura unica deputata alla gestione dell’evento Mandorlo in Fiore.
Meglio sarebbe se nell’istituzione dell’Ente entrassero a far parte anche i privati con la creazione di una società mista.
Quanto alla gestione dell’ipotetico Ente, siamo convinti che personalità emerite quali l’avv. Michele Guardì o Gianfranco Iannuzzo riuscirebbero a dare spessore e qualità alla Sagra con relativo ritorno e beneficio a favore del settore turistico ed alberghiero ed all’immagine, sempre più mortificata, della città di Agrigento